Paesaggi del non detto e della sottrazione

scritto da luisa-s
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"Qui il silenzio non difende, si fa sostanza negativa che affama l'altro"...surreale onirico
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Testo: Paesaggi del non detto e della sottrazione
di luisa-s

1.Versione 

Ciò che non sanno
si annoda in un coltello di seta
che vola all'indietro
e si pianta nel cielo
senza ferire nessuno.
Torcersi è un lusso negato
al sonno che inchioda se stesso
al muro di specchi rotti
dove la bocca sveglia
beve il proprio sangue
da una tazza capovolta.
Affamati
gli stomaci camminano su zampe di ragno
divorano il proprio ombelico
denti che stridono su nuvole vuote
fame feroce fatta d'echi
che rimbalzano in tasche senza fondo.
Tasche gonfie di orologi fermi
che ticchettano al contrario
leggero perché le lingue altrui
sono diventate farfalle di cenere
e il pedaggio è un ponte sospeso
su un fiume di nomi dimenticati.
Intatta
come una statua che si è dimenticata di esistere.
Sovrana
di un nome
che si nasconde sotto il letto
pronunciato solo da te
a voce bassissima
quando il mondo
ha voltato pagina
e la pagina è diventata un uccello
che vola via con la tua ombra cucita al becco.

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2.versione

Ciò che non sanno  
non può essere usato come coltello.  
Non può essere distorto in una storia  
che ti inchioda al muro mentre dormi,  
la lama che gira piano nel sonno  
fino a svegliarti con il tuo stesso sangue in bocca.

Restano a digiuno.  
Lo stomaco vuoto si contrae  
e il silenzio diventa la fame più feroce
un morso su se stessi,  
denti che stridono sul nulla  
perché non c’è più carne da strappare.

Tu invece  
cammini con le tasche piene di te stessa.  
Leggera come chi ha smesso di pagare il pedaggio  
alle bocche altrui.  
Intatta,  
perché il vuoto che ti hanno scavato  
l’hai riempito della loro assenza.

Sovrana  
di ciò che nessuno possiede più 
il tuo nome pronunciato solo da te,  
a bassa voce,  
quando il mondo è già girato dall’altra parte.

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